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IN OCCASIONE DELLA NEVICATA 2012
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l'e-book fotografico
NEVE A ROMA1985
splendide foto BN e una città da riscoprire com'era 30 anni fa

Dopo 27 anni, di nuovo la neve a Roma. Il web tracima di documenti su questo evento che possiamo ritenere eccezionale.

Certamente nel 1985 non era disponibile tutta questa dovizia di mezzi, e molti documenti interessati sono rimasti inutilizzati nei cassetti degli autori.

Quel giorno ero a Roma, e con la mia reflex BN ho scattato diversi rullini che poi ho sviluppato nel mio piccolo laboratorio hobbistico.

Le foto dicono molto, anche se altre cose non si vedono: per esempio, un paio di scarponcini che la sera ho dovuto gettare via perché si erano completamente scollati.

Credo che a molti farà piacere questa rimpatriata nel bianco e nero

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Da: Cercando Poimandres. L'incipit

Frigeste e il Grande Piede

Frigeste di Liberaterra si vedeva bello come un dio orientale. Procedeva senza timore nel canneto, verso il sole nascente sul profilo dell'orizzonte.

...La giornata iniziava splendidamente. L’incedere ardito di Frigeste lasciava intendere che avrebbe certamente raggiunto la meta, e portato a termine i suoi obiettivi.

Il grande piede calò dall’alto come un falcone in caccia che ghermisce la preda; con la differenza che, mentre il rapace afferra e trascina via, quello spiaccicò Frigeste al suolo, e, scivolando leggermente, lo sfrittellò senza riguardi né compassione alcuna, lasciandolo lì esanime. Fortuna volle che, prima di lui, il grande piede avesse pestato una grande merda, una parte generosa della quale, essendo rimasta appiccicata alla suola, funse da morbida intercapedine salvifica. Questa circostanza, rafforzata dalla natura irregolare del sentiero, rese possibile che egli potesse sopravvivere, anche se vistosamente malconcio.

Le rane, solitamente educate, commentarono: «Accidenti, che fortuna!».

Altre creature, come i rospi e i saettoni, fecero osservazioni più adeguate alla sana volgarità degli abitanti della Palude, per cui sarà opportuno non riferirle.

Per una curiosa circostanza, inspiegabile ma utile all’economia del racconto, le peggiori conseguenze le subì la sua personalità, o anima, o spirito che dir si voglia, insomma quel velo impalpabile che alcuni affermano non esistere (essendosi presa la briga di porre un moribondo su una bilancia attendendone pazientemente la morte, non senza averne verificato il peso sia prima che dopo, e avendolo riscontrato immutato).

Strascinata dal grande piede, l’anima s’impigliò alle irregolarità del terreno e si lacerò dissociandosi in più parti. Da quel momento ciascuna parte visse di vita propria, pur nella incontenibile nostalgia di una antica appartenenza comune. Effettivamente ciascun brandello d’anima sapeva di poter esistere solo assieme a tutti gli altri.

 

 

 

BUONA GIORNATA A TUTTI

 
 
 
 
 
 

 

 

 
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